RITARDI E DISABILITà
INTELLETTIVE

Di cosa si tratta?

La disabilità intellettiva è caratterizzata da deficit delle capacità mentali generali, come il ragionamento, il problem solving, la pianificazione, il pensiero astratto, la capacità di giudizio, l’apprendimento scolastico e l’apprendimento dell’esperienza.

I deficit comportano una compromissione del funzionamento adattivo tale che l’individuo risulta incapace di soddisfare gli standard di autonomia e di responsabilità sociale in uno o più aspetti della vita quotidiana, comprese la comunicazione, la partecipazione sociale, l’attività scolastica, e l’autonomia a casa o nella comunità.

Il ritardo globale dello sviluppo viene diagnosticato quando un individuo non riesce a raggiungere le tappe attese dello sviluppo in diverse aree del funzionamento intellettivo.

Spesso la disabilità intellettiva risulta il sintomo prevalente di quadri genetici specifici (es. Sindrome di Down, Sindrome X Fragile).

Quali sono i campanelli d'allarme?

Generalmente i bambini con ritardo globale dello sviluppo presentano un ritardo/difficoltà in più aree dello sviluppo neuropsicomotorio:

  • Ritardo di acquisizione delle tappe dello sviluppo motorio.
  • Ritardo nel linguaggio.
  • Ritardo nella comparsa del gioco simbolico.
  • Difficoltà di attenzione.
  • Difficoltà di integrazione dello schema corporeo.
  • Immaturità grafica.
  • Immaturità affettivo-relazionale.
  • Scarsa capacità di adattamento ambientale.
  • Difficoltà nel reperire strategie.
  • Scarsa capacità di programmare l’azione.
  • Scarsa autostima.

Cosa si può fare?

L’inizio del trattamento neuropsicomotorio segue un processo di valutazione del bambino in tutte le aree dello sviluppo e la successiva formulazione di un progetto riabilitativo condiviso dall’equipe multidisciplinare e con la famiglia.

Tale progetto è costituito dall’individuazione di obiettivi specifici e dalle annesse strategie che verranno utilizzate per raggiungere il potenziamento.

Il progetto terapeutico risulta dinamico e può mutare nel corso del trattamento in relazione alle modifiche e conquiste che il bambino presenterà grazie all’azione terapeutica e al percorso naturale di crescita del piccolo.

Cosa può fare il TNPEE?

Il setting riabilitativo, in ambito neuropsicomotorio, è uno spazio preciso, la sala di terapia, ed è il luogo in cui il bambino sperimenta una relazione terapeutica protratta nel tempo.

È fondamentale, dunque, creare un ambiente facilitante, uno spazio emotivo, un “contenitore” in cui il bambino si possa sentire ascoltato, accolto e capito in tutte le sue difficoltà; per far ciò è necessario che il terapista assuma una posizione di ascolto attivo, sappia adattarsi mantenendo una distanza ottimale e rispettando le modalità di relazione peculiari per ogni bambino.

In base alla fase di sviluppo raggiunta dal bambino con disabilità intellettiva e al suo profilo evolutivo, il programma terapeutico è diretto a stimolare le competenze del bambino, sensomotorie, prassiche, linguistiche e cognitive.

Lo strumento privilegiato dal terapista della neuro e psicomotricità per ottenere l’apprendimento è il gioco. È, infatti, grazie all’azione ludica che il bambino è il bambino assume un ruolo attivo di sperimentatore ed esploratore della realtà esterna, entrando in relazione con la stessa.

Il terapista deve condividere questo difficile compito il bambino, proponendo attività che evochino iniziative e desideri di comunicazione e di conoscenza adeguati alle sue possibilità emotive, cognitive e motorie; sostenendo la sua attenzione nella formulazione di un piano di azione che tenga conto di strumenti e possibilità; attendendo i modi e i tempi individuali per la scelta delle strategie e delle sequenze di schemi motori e cognitivi idonei all’attuazione del processo; favorendo posture adeguate e funzionali al compito; guidando il bambino all’analisi dei risultati e di eventuali errori nel processo di pianificazione e nell’esecuzione dello stesso; e variando le cornici di gioco e i contesti ambientali esterni per favorire l’investimento di nuove strategie.

La neuropsicomotricità è uno spazio di riabilitazione comunicativo-relazionale e cognitiva che favorisce il bambino nel processo di crescita.

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